Claudio Beorchia

Sud-Est degli Stati Uniti. Noleggiare un’auto dotata di videocamera posteriore, di quelle che aiutano a parcheggiare e a far manovra quando si va in retromarcia. Viaggiare “on the road”, girando fra le stazioni di servizio, i parcheggi dei centri commerciali, le cittadine, gli svincoli delle highway. Sostare. Premere il pulsante che apre il portellone del baule dell’auto sul quale è incastonata la videocamera. Procedere piano in retromarcia con il baule aperto e la videocamera che punta in alto. Le immagini che scorrono sullo schermo del cruscotto cessano di controllare e misurare la strada e l’asfalto, e dall’abitacolo ci mostrano il paesaggio e il cielo: spazi indefiniti, non misurabili e non controllabili. Fotografare lo schermo senza scendere dall’auto.


Il progetto vuole essere una riflessione ironica sull’esasperata volontà di controllo della società contemporanea, che si manifesta anche nelle più piccole e comuni azioni quotidiane. Ma vuole essere anche un inedito modo di raccontare il paesaggio, offrendo una rivisitazione disincantata e canzonatoria del tradizionale e stereotipato viaggio “on the road” statunitense.


Le immagini sono state realizzate guidando nel sud della Georgia, rimanendo nell’abitacolo dell’auto, fotografando lo schermo della plancia, ed esibendo così la pixelatura del display e le interferenze della luce che entra nell’abitacolo. Il video è stato realizzato fissando una videocamera di fronte allo schermo, guidando lentamente in retromarcia nell’ampio parcheggio di un centro commerciale di Savannah.