Filippo Minelli

Paysage è una ricerca basata sull’estetica globalizzata del paesaggio internazionale, sugli aspetti accattivanti e spesso combinati in maniera casuale del contemporaneo, ricreata dall’autore raccogliendo testimonianze del paesaggio attraverso immagini e la documentazione di rimandi performativi a situazioni di emergenza. Fotografie, scannerizzazioni del paesaggio e rispettive stampe 3D, impressioni ricercate e bandiere di luoghi senza apparente relazione fra loro come Bhutan, Paraguay, California, Italia, Svizzera e Corea del Sud sottolineano questo preciso periodo storico di interconnessione confusa e multipolarismo politico. Se l’identità è quel sentimento di appartenenza che ci lega anche a un territorio, quale è l’identità nell’era della banalizzazione del paesaggio internazionale?

What things are not, risultato di una residenza al National Center of Contemporary Arts di San Pietroburgo nel 2016, è una riflessione sul paesaggio contemporaneo e sulla funzione politica e comunicativa delle immagini nello spazio pubblico. Partendo da un’analisi della cartellonistica installata durante le ristrutturazioni dei palazzi, idealizzazione della città e al tempo stesso negazione dei processi della sua dinamicità proponendo una narrazione semplificata, l’autore ha proseguito il progetto creando e installando nello spazio pubblico russo opere da lui ideate. Vere e proprie impalcature con stampe fittizie e altre immagini idealizzate, disponibili nei siti internet di mercato della fotografia e del rendering tridimensionale; posizionate in contesti che sottolineano la surrealtà dell’immagine, portano lo spettatore a chiedersi quanto profondo sia il ruolo dell’immagine nella percezione del reale, e in particolare del reale in contesti pubblici e soggetti a propaganda.