Irene Fenara

Con Supervision Irene Fenara presenta una selezione di immagini provenienti da videocamere di sorveglianza, salvate dal flusso continuo che le cancella ogni 24 ore, sottolineando il contrasto tra un’attività fortemente funzionale e un’estetica altrettanto potente.

L’estetica della sorveglianza, della supervisione e del controllo si concretizzano grazie ai dispositivi che ne inquadrano la visione amplificata. In questo immaginario, seducente e distopico al contempo, l’attenzione viene portata su immagini soggette a offuscamenti della visione, dove l’annebbiamento della vista e la cecità dei dispositivi mettono in dubbio l’essenza dell’immagine stessa. Attraverso gocce d’acqua, luci accecanti, buio o la crescita incontrollata della vegetazione la funzionalità dello strumento perde la sua priorità lasciando posto all’astrazione.

Il rapporto tra osservatore e osservato è segnato dall’ingresso in un mondo di post-privacy  attraverso l’utilizzo e la diffusione di dati protetti, estrapolati dal contesto di provenienza. La condivisione di dati protetti, estratti tramite un hack, in uno spazio in cui sono in molti a osservare pochi, rende il fruitore implicato, e quindi complice, di un processo di normalizzazione della sorveglianza.