Paolo Ciregia

Il recente lavoro fotografico Pugni (2019) è connesso alle vicende ucraine perché tratto da una fotografia scattata da Paolo Ciregia a un gruppo di militari all’inizio della Guerra del Donbass. Il particolare taglio visivo adottato per l’immagine e il suo ingrandimento in scala reale innescano una peculiare relazione con lo sguardo del fruitore che non trova vie di fuga prospettiche e rimane “imprigionato” nei corpi delle figure che serrano nervosamente i pugni dominate da uno stato di tensione. Data l’assenza dei volti, le persone ritratte appaiono come sagome livellate nelle loro divise, private di ogni connotazione identitaria perché mosse come delle mere pedine dalle ragioni della politica; nonostante una connotazione iper-narrativa insita all’immagine originaria che rimanda alle specifiche vicende ucraine, la formalizzazione dell’opera rende lo scenario atemporale. 

Il lavoro E.U. (2019), potrebbe comporre un ideale dittico con il precedente, perché entrambi hanno come presupposto i “movimenti tellurici” che stanno minando la stabilità del continente europeo. L’opera è la fotografia in bianco e nero di una moneta da un euro deformata a causa di un errore di conio: le fattezze deformi possiedono una valenza allegorica che racconta della messa in crisi del modello culturale, sociale, economico e politico europeo logorato dai nuovi nazionalismi, dal travagliato fenomeno della Brexit e dall’onda lunga della crisi economica scoppiata nel 2008, facendo vacillare l’originario spirito comunitario di dialoghi tra i popoli che aveva mosso per oltre cinquant’anni il processo di integrazione tra gli stati.