Silvia Mariotti

“Attraverso opere fotografiche e scultoree ho realizzato uno scenario evocativo che invita a guardare all’interno di una diversa dimensione. Partendo da un contesto reale e naturalistico, inserisco elementi fittizi con riferimenti stranianti – tratti dalla storia dell’arte come da suggestioni poetiche – per aprire a un nuovo immaginario, in bilico tra atmosfere sensibili e retroscena alienanti. L’ambientazione notturna che generalmente è al centro del mio lavoro, in questa occasione viene sviluppata attraverso tre opere che si riferiscono a due indirizzi della mia ricerca: quella fotografica, dove la natura è in questo caso modificata e dirottata verso uno scenario artificiale, e quella scultorea, che nasce come prolungamento delle opere fotografiche. Nelle sculture tento quindi di mantenere la stessa atmosfera ma in maniera tridimensionale, captandone l’essenza attraverso i colori: potrei quasi dire che questi elementi scultorei sono l’atmosfera stessa ovvero come una sua ricostruzione nel mondo reale che parte, per definirne la forma, da zone interstiziali presenti nelle riproduzioni fotografiche. Sono proiezioni, forme astratte della natura e estratte dalla stessa, che descrivono un paesaggio notturno, o suoi frammenti, evidenziando luci e ombre contenute nel substrato delle immagini e nei loro interstizi crepuscolari.

Così, lungo la grande parete espositiva, prende vita un percorso di immagini e forme, scandito da parentesi notturne e vespertine in cui affiorano storie e azioni impercettibili che inducono lo sguardo a un lento disvelamento. In questo modo, cerco di instaurare una connessione intima con i paesaggi naturali, tanto geografici quanto assimilabili alle esperienze umane, che rielaboro affinché si crei una fusione inestricabile di luci e ombre.