Simone Monsi

Le sculture del ciclo Capitolo Finale prendono la forma di soffici colonne, come a rappresentare l’ingresso ad un mondo pervaso da un’ironia distopica; e diventano monumenti innalzati in ricordo delle mani, degradate a mero strumento di manutenzione con il compito di mantenere puliti gli schermi attraverso i quali si fa esperienza visiva di una realtà mediata. Il titolo allude ad un ipotetico ultimo episodio di una serie animata i cui personaggi sono impegnati a superare la sensazione di malcontento digitale, cioè quel senso di malinconia e frustrazione derivato dalla separazione delle esperienze di corpo e mente.

Le sculture sono tappezzate da immagini collezionate seguendo l’hashtag #sunsetporn, in cui romantici tramonti si trasformano in grotteschi paesaggi iper-saturati, lasciando incerti i confini tra sentimento di affezione e godimento estetico. Gli elementi rizomatici che fuoriescono dai corpi delle sculture ricordano un personaggio di un popolare anime giapponese, a suggerire una traumatica presa di coscienza delle origini misteriose e forse mostruose dell’uomo.